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Blogger: rumpampero
Chi sono ora non lo so ma nella mia vita precedente ero senza dubbio un gatto.

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giovedì, 30 agosto 2007

Buongiorno a tutti. Mi scuso per la lunga assenza dal blog ma Agosto è stato decisamente un mese alquanto impegnativo. Tra il lavoro e qualche "problemuccio" non ho avuto il tempo e onestamente nemmeno tanta voglia di aggiornare il blog. Spero che abbiate passato tutti delle meravigliose vacanze e spero anch'io di rifarmi al più presto! Copio qui sotto un'interessante iniziativa trovata sul blog amico del canile di Coriano :

"Buongiorno
Vorrei segnalare, nel caso vi interessino, due iniziative che sono legate agli animali disabili (per incidenti o altre cause).
La prima iniziativa - SOS carrellini - è promossa dall'ENPA di Borgosesia (prov. di Vercelli) e vuole dare una mano a chi, privato o associazione, si ritrova con un cane (o gatto) paralizzato fornendo consigli per la  gestione dell'animale o l'acquisto o la costruzione artigianale di un carrellino o altri ausili e, dove è possibile, mettendo in contatto chi offre un carrellino usato con chi ne ha bisogno e non può permetterselo.La seconda iniziativa - il Titoraduno - è promossa da Progetto PiccoleCucce di Borgo a Mozzano (prov. di Lucca). Si tratta del primo (e unico) raduno nazionale di animali disabili che quest'anno è arrivato alla sua quarta edizione. Il Titoraduno, intitolato al cagnolino "a due ruote" Tito (vedi blog
http://vitaadueruote.splinder.com) si tiene a Tassignano (prov. di Lucca) di domenica nella prima metà di settembre: quest'anno è stato fissato per il 9 settembre e testimonial sarà un gatto di nome Pinopino (sì, ha un nome doppio...) con un occhietto solo nelle due versioni da cucciolino e da adulto (supermegasoddisfatto di essere vivo: basta guardare il sorrisone!). Il sito di Progetto PiccoleCucce è  www.piccolecucce.it Per un resoconto delle prime tre manifestazioni si può guardare sul sito dell'associazione o sul blog citato o su www.oscardog.it alla sezione "news".
Lo scopo del Titoraduno è quello di far conoscere come la situazione dell'handicap sia vissuta dagli animali in modo diverso da come la viviamo noi: niente pessimismo, niente ripensamenti a come erano prima, niente autocommiserazione. Semplicemente trovano il modo di fare quello che facevano prima con altri mezzi e sono comunque felici e hanno una vita del  tutto dignitosa. E a detta dei vari compagni umani (e anche per esperienza personale) sono animali "speciali", con una marcia in più rispetto agli altri e che sanno darti vere e proprie lezioni di vita.
Con lo stesso scopo sono nati anni fa i siti
www.oscardog.it e  www.gatti2zampe.net
Lo scorso anno è stato pubblicato un libro antologico dal titolo "Amicizie "speciali" - Storie vere di animali disabili ma FELICI" scritto da "Amici di Oscardog" ed edito dalla Phasar edizioni (www.phasar.net): ne potete vedere i dettagli ed un estratto sulla pagina dell'editore all'indirizzo
http://www.phasar.net/dettagli.php?id=16645054 Sempre lo scorso anno è nato il blog http://amicidigreta.splinder.com che vuole essere una virtuale continuazione dell'antologia.
Quest'anno, il 1° aprile 2007, è stato costituito (e regolarmente registrato) il Comitato Oscardog con sede di Legnano (prov. Milano). Questo è lo scopo, tratto dallo statuto. "Il Comitato non ha fini di lucro, è apolitico, apartitico e aconfessionale e si costituisce ai fini esclusivi di tutela della natura e dell´ambiente, solidarietà sociale, umana, civile e culturale. In particolare il comitato ha come obiettivo la tutela e l´aiuto degli animali affetti da patologie invalidanti o disabili, nonché la promozione della informazione e del miglioramento dei rapporti di convivenza fra uomini e animali con handicap. Il comitato si prefigge di raccogliere fondi e risorse da destinare direttamente o per il
 tramite di organizzazioni nazionali ed internazionali che operano per il perseguimento delle analoghe finalità. In particolare il comitato intende promuovere iniziative di carattere editoriale, libri, pubblicazioni ed altro su supporto cartaceo, strumenti multimediali e via internet al fine di sensibilizzare l´opinione pubblica sulla tematica specifica degli animali disabili".
Stiamo preparando una seconda antologia "Lezioni di vita - Storie vere di animali disabili ma FELICI" che verrà pubblicata da una casa editrice di un'associazione o.n.l.u.s. e, se tutto va come previsto, dovrebbe essere pronta per Natale. Ma di questo, nel caso vi interessi, preferisco
parlarvene quando sarà effettivamente realizzato.
Vi ringrazio per l'attenzione e vi allego le locandine legate alle iniziative "SOS carrellini" e "Titoraduno 1 e 2" restando a vostra
disposizione per ulteriori informazioni e per girare eventualmente le vostre domande alle persone direttamente interessate (che ci stanno leggendo in copia).
Un caro saluto
Renata Pasquetto (presidente del Comitato Oscardog)"


postato da: rumpampero alle ore 13:21 | link | commenti (12)
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venerdì, 10 agosto 2007

Gastone

Pensavo al primo ricordo che ho di un gatto. Mi piacerebbe ricordarmi il primo vero e proprio approccio verso il genere felino ma credo di non ricordarlo. L’immagine che mi viene in mente è quella di me nel grande parco della casa dei miei zii, avrò avuto 5 o 6 anni e il mio papà mi fece notare un micio bianco e nero, che con grande fantasia chiamammo Nerino. Gironzolava felice e spensierato nell’erba  e dopo pranzo andavamo a portargli qualche buon cartoccino di avanzi e stavamo lì ad osservarlo mentre mangiava, poi si lavava e infine si metteva a pancia all’aria, finalmente sazio, a farsi strapazzare di coccole. Ho tantissimi frammenti di altri gatti ma non sono sicura di poterli collocare prima.
gstone3Sono però sicura che il mio grande amore per queste creature mi sia stato trasmesso da Gastone, l’enorme siamese che avevano i miei quando sono nata e che ogni notte dormiva con me nella culla, con grande ansia di mia madre che veniva a controllare ogni 2 minuti che per sbaglio non mi si sdraiasse sul petto e non mi soffocasse. Ma che grande sensibilità hanno i gatti, mi sembra quasi di sentire il calore che doveva trasmettere ad un corpicino così piccolo, metà del suo. Quando mi hanno portata a casa la prima volta , mi hanno messo nella cameretta e lui era in giro così non si è accorto di nulla. Poi verso sera,  comodamente sdraiato sulla sua poltrona ha sentito “ Uhè”, rizzate le orecchie, come un cagnolino, si è subito diretto verso quello strano vagito a lui sconosciuto  per controllare quale strano essere fosse penetrato nel suo territorio senza prima avere avuto il suo permesso. Un’occhiata perplessa, curiosa e credo amorevole perché da quel giorno ha deciso che sarebbe stato lui il mio papà felino , nessun’altro. Un immenso peccato non avere ricordi di quei mesi, per fortuna indelebili grazie ad un’infinità di foto. Condivideva con me la sua poltrona, mi permetteva di gattonare insieme a lui e ogni tanto mi concedeva di fargli qualche carezza sgraziata e poco delicata sulla sua testona. E’ stato lui a concedermi la possibilità di amare così tanto, profondamente e rispettosamente il mondo felino.

gastone

gastone2

Le sue scorribande notturne,  dalle quali ero esclusa, lo hanno portato verso una fine triste ed amara. E’ stato avvelenato e me lo hanno portato via prima del tempo. Avremmo potuto stare insieme tantissimi anni ma qualcuno ha deciso che lui non meritava di vivere, ha deciso che io non dovessi avere vivi ricordi di questa creatura, solo una dolce sensazione che ,alla faccia di chiunque sia stato, terrò sempre con me.



postato da: rumpampero alle ore 16:56 | link | commenti (36)
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sabato, 04 agosto 2007

Intanto buon sabato a tutti. Oggi è il compleanno del mio papy e purtroppo non potrò essere con i miei a festeggiare, ma speriamo di andare giovedì in giornata (meglio di niente). 
Ieri sera sono capitata su rai uno e ho visto con piacere qualche stralcio della trasmissione "Mi fido di te". E' stata una bellissima pubblicità per i nostri amici a quattrozampe, all'importanza di adottarli nei canili, alla crudeltà dell'abbandono , alla cattiva abitudine di comprare giubbotti , guanti , cappelli ecc. con il pelo, spesso di cane o di gatto. Insomma sono stati trasmessi tanti messaggi positivi che spero arrivino non solo a chi queste cose le sa già, come purtroppo succede di solito. In più è stato un inno alla "Pura Razza Meticcia", una cosa grandiosa.


Mimì 2Mi è venuto in mente che un anno fà , proprio in questi giorni,faceva comparsa nel cortile del nostro palazzo questa micetta. Dolce, affettuosa ma allo stesso tempo sempre nervosa, la coda in continuo movimento, non aveva paura di nessuno e costringeva spesso una vicina terrorizzata dai gatti a restare chiusa in macchina per delle buone mezz'ore, prima di decidere che poteva bastare e allontanarsi per far rientrare a casa la signora. Non serviva il clacson, né la minaccia della retro , restava lì impalata, con lo sguardo fisso e minatorio della serie: "Hey tu , questo ora è il mio territorio e finchè non lo decido io, tu qui non ci metti piede, ok???"
Fantastica davvero. Noi l'abbiamo chiamata Mimì e sembrava davvero piacerle , salvo poi accorgerci che le piaceva moltissimo anche Nuvola, Mina, Ninetta...insomma ogni condomino aveva provveduto a battezzarla personalmente. MimìTutti noi facevamo praticamente a gara per portarle dapprima il mangiare per primi, e poi, per complicare la competizione, si gareggiava nel presentarle il cibo più pregiato: scarti di succulento pesce, scatolette da 1 euro l'una , preziossime crocchette e così via.Ricordo ,quando scendevo per farla giocare e farle compagnia, la gelosia nel vederla già "accompagnata" e con la panza piena..avevo perso una battaglia accidenti ma la guerra siamo certi di averla vinta,(l'importante è crederci), costruendole una mega cuccia super imbottita di pile e copertine(che naturalmente credo non abbia utilizzato).In quelle occasioni, dicevo, facevo finta di andare in garage o a controllare la posta, ma lei, dolcissima con tutti, lasciava lì quelli che oramai l'avevano stufata ed annoiata a morte per stare con la tata nuova per un pò, finchè riteneva fosse sufficiente per appagarmi, e poi via in giro con il suo amichetto siamesino dei vicini. Insomma alla fine inutile dire che ce la sentivamo nostra, ogni volta che varcavamo il cancello lei era lì ad aspettarci, ci veniva incontro con la sua coda dritta, tutta parlerina e piena di coccole da regalarci.Un vero tesoro. Purtroppo però come dal nulla è arrivata, dopo poco più di un mese nel nulla è sparita. Non l'abbiamo mai più vista nonostante avessi tappezzato di volantini tutta la nostra zona, nella speranza che qualcuno ci chiamasse per dirci che ora Mimì era a casa dei nuovi genitori, su un bel divano e magari con qualche fratellino. E' brutto non sapere nulla, non avere idea di dove sia finita, spero realmente che qualcuno l'abbia presa, era molto dolce e la sera si posizionava sul muretto di una scalinata dove amava prendere le coccole dei passanti. Un bacio a te piccolina, ti vogliamo tanto bene e ti pensiamo sempre!Sei un dolce ricordo che terremo sempre con noi.

 


postato da: rumpampero alle ore 11:02 | link | commenti (32)
categorie: foto, animali, gatti, campagne, cani
giovedì, 02 agosto 2007

SLAM BALL

Ieri sera ho visto per la prima volta in vita mia su Italia 1 una partita di slamball. Insomma sono rimasta sconvolta,un pò per la velocità del gioco e un pò per le acrobazie (in alcuni caso davvero mozzafiato) dei giocatori. Non ne avevo mai sentito parlare , poco fa sono andata a curiosare e su WIKIPEDIA ho trovato questo:

"Lo slamball è uno sport di squadra inventato da Mason Gordon, giocatore dei Diablos. La particolarità di questo nuovo sport è che è giocato su un campo simile a quello del basketball, ma con dei tappeti elastici posti nell'area dei 3 secondi, che permettono di fare delle schiacciate a canestro, valide 3 punti, come un tiro fuori area."

...e una serie di particolari su questo gioco. Ho anche scoperto che in America giocano il campionato dal 2002. Va bene che non sono una grandissima appassionata di sport, ma mi sono proprio sentita fuori dal mondo! Voi lo conoscevate?


postato da: rumpampero alle ore 14:56 | link | commenti (22)
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mercoledì, 01 agosto 2007

Una giornata noiosa, di quelle che vorrei finissero presto oppure venissero stravolte da qualcosa di bello e piacevole che doni un pò di ritmo allo scorrere del tempo. Lavorando spesso solo mezza giornata, il pomeriggio capita che sia lungo da far passare, nonostante quando lavoravo a tempo pieno mi dicevo sempre: ah che bello se lavorassi part-time! Insomma non sono mai contenta anche se devo ammettere che quasi sempre trovo qualcosa da fare, ma oggi mi sento proprio svogliata e inconcludente.
Posto qui un paio di libri che ho letto recentemente:

il mercante di tappetiDalla quarta di copertina:
Dall'Iran all'America, da Tabriz a New York. Ushman Khan si trova ormai da qualche anno nella Grande Mela e i suoi affari vanno piuttosto bene: vende tappeti e ha un negozio a Manhattan, regolarmente frequentato da clienti facoltose. Come la signora Roberts, che non bada agli zeri pur di ricoprire i pavimenti del suo enorme appartamento con vista su Central Park, e che non perde occasione per strappargli storie e confidenze che appaghino la sua solitudine. Ciò nonostante, Ushman si sente incompleto e pensa alla moglie Farak, rimasta in Iran a procurargli la merce e a occuparsi della suocera invalida: il suo sogno americano non sarà perfetto finché non avrà racimolato abbastanza denaro per permetterle di raggiungerlo. Ma Farak non verrà mai. Proprio nell'aeroporto in cui per tanto tempo aveva sognato di riabbracciare la moglie, Ushman conosce Stella, una giovane studentessa americana, bellissima e intelligente, e la sua vita ne viene scossa fin dalle fondamenta. La cultura americana, il sesso e le donne visti attraverso gli occhi di un migrante; New York osservata dalla bottega di un mercante di tappeti iraniano. Una prospettiva inedita vergata da una scrittura delicata e sottile per raccontare la solitudine e i cortocircuiti che talvolta riescono a squarciarne la scorza, aprendo insperati orizzonti di nuova felicità.


Il primo romanzo dopo una serie di racconti di Meg Mullins, nata e cresciuta in New Mexico dove vive attualmente con il marito e due figli.
Un libro profondo che sinceramente credo di avere sottovalutato sin dall'inizio. Affronta temi attuali come quello dell'immigrazione, dell'integrazione e dello scontro, che in questo caso è un semplice e piacevole incontro, tra culture diverse. Età diverse per i protagonisti , culture differenti, esperienze famigliari opposte, ma la stessa voglia di combattere una solitudine insita in loro stessi.

Estratto:
"Nessuno degli spari del padre aveva ferito l'uccello, che si limitò a liberarsi maestosamente sopra la testa del signor Khan emettendo un solo strido per poi scomparire nel cielo azzurro. Dopodichè il padre di Ushman preparò una trappola.Mise sul muro dello stagno delle interiora di pesce comprate dal pescivendolo del posto.Poi con la pistola a fianco, si sedette sulla panchina del giardino ad aspettare.MA l'uccello non arrivò.Il Signor Khan non si perse d'animo.Pranzò in giardino, determinato nel suo intento.Quando la calura pomeridiana scavalcò il muro di cinta, il signor Khan si sdraiò sulla panchina, con le mani sullo stomaco che stringevano l'arma. Si addormentò profondamente, imperturbabile nonostante le gocce di sudore che gli scorrevano dalle tempie sul collo. Ma a un certo punto, verso il crepuscolo, l'uccello planò in giardino senza far rumore e si appostò sulla sponda dello stagno. Da fiero predatore qual era, inghiottì la pregiata carpa koi ed emise uno strido di sfida. Ushman poi congetturò che probabilmente era stato questo strido a spaventare il signor Khan al punto di indurlo a sparare senza mettersi a sedere, senza mirare,forse senza neanche essere completamente sveglio. Era determinato a proteggere quei pesci.E così il proiettile gli bucò il mento, trapassò la mascella e si conficcò nel cervello."

 

 

silenzi e veleniHo amato questo libro soprattutto grazie alla mia capacità di immedesimarmi in qualsivoglia protagonista , maschile o femminle, bambino , adulto, vecchio, di qualsiasi libro mi capiti tra le mani. In questo caso mi sono dunque impersonificata in una milady scaltra ,intelligente , a volte scanzonata di una Londra del 1886. Mi sono goduta una dimora lussuosa, un maggiordomo, una lavandaia, una cuoca, un cocchiere, ben due lacchè, un giardiniere e persino una cameriera personale. Nel godermi questi vizi e piaceri ho provveduto nel frattempo a svelare, con l'aiuto di un affascinante e miterioso investigatore ,il mistero che avvolgeva la morte di mio marito, Sono venuta a conoscenza di verità sconvolgenti , a volte ripugnanti, ma senza chinare mai la testa o socchiudere gli occhi sono arrivata alla fine...alla fine del libro purtroppo e Lady Julia Grey ora è solo un ricordo.

La scrittrice:
Romanzo d'esordio per Deanna Raybourn, laureata in inglese e storia, vive con il marito , il figlio e uno stupendo cagnolone in Virgina.


postato da: rumpampero alle ore 16:33 | link | commenti (7)
categorie: libri, sclero